venerdì 23 giugno 2017

Compiti delle vacanze e libri di testo

Potete ordinare in libreria sia i libri dei compiti delle vacanze 
sia i libri di testo per il nuovo anno scolastico!

vi aspettiamo!
buona estate!

Appunti per strada incontro con Gianni Morelli



Mercoledì 28 giugno ore 21.30
Gianni Morelli presenta  "Rosso Avana" - Adv publishing
Una rocambolesca storia alla vigilia della rivoluzione cubana.
L'autore dialoga con Katia Trinca.
In pedana per tango e milonga i ballerini Manuela Beretta e Fabiano Trabucchi

All’Habana Hilton, grande hotel fresco di inaugurazione, negli ultimi giorni del 1958 un drammatico incidente costringe la cameriera Alicia a una fuga rocambolesca tra i quartieri di una città in equilibrio precario fra un presente che è già passato e un futuro che molti non sanno ancora vedere. Negli stessi giorni, tre suite dell’hotel diventano la sede del Principe di Costantinopoli in visita alla capitale delle Antille. La sua presenza ha i toni paradossali e altisonanti di un’ambasceria di antichissimo lignaggio alle prese con il Nuovo Mondo. Intorno, Cuba è una colonia di Washington e di Cosa Nostra. Ma il mondo delle Cadillac, delle roulette, della dittatura, dei bordelli, della corruzione, dei neon luccicanti che nascondono la miseria dell’isola, è minacciato dalla rivoluzione in marcia verso L’Avana. La vicenda del Principe, ispirata alla cronaca del tempo (sia cubana, sia italiana) e l’avventura di Alicia procedono parallele mentre sullo sfondo scorrono immagini di marciapiedi affollati, di addobbi natalizi nei grandi magazzini, di cadaveri gettati nella strade di periferia, di nuovi televisori a colori nelle vetrine, di odore di fritto, di tailleur francesi sulle riviste, di biglietti della lotteria, di stanze piene di bambini nella città vecchia. Capodanno si avvicina, il ritmo accelera, e le storie dei personaggi tessono intrecci sorprendenti fino ad arrivare, l’ultima notte dell’anno, in una casa dai muri lilla e in un cinema chiuso, deserto, assediato dai paramilitari di Batista.

Gianni Morelli, scrittore, viaggiatore, geografo. Scrive racconti, romanzi e soggetti cinematografici. Per Garzanti ha pubblicato il romanzo "Amori, altopiani e macchine parlanti" (2009), tradotto in spagnolo (2016). Ha pubblicato racconti in Italia, in Svizzera e a Cuba. Sui temi dell’inganno e della truffa, che sono anche al centro di Rosso Avana, ha pubblicato recentemente "I maestri della truffa". Quando l’inganno è una questione di stile (White Star, 2016), tradotto in inglese e francese. Ha scritto articoli di viaggio, geografia, storia, costume per riviste e quotidiani nazionali; e testi sugli stessi argomenti per le principali case editrici italiane, alcuni dei quali tradotti in inglese, francese, spagnolo, portoghese. Nel 1979 ha collaborato all’ideazione delle ClupGuide, collana di libri di viaggio che ha diretto fino al 2008. Dal 2001 dirige il laboratorio editoriale Iceigeo di Milano.
 
 

venerdì 9 giugno 2017

Appunti per strada di giugno

Finalmente è arrivata l'estate e cominciano anche i mercoledì estivi in città! 
La libreria sarà aperta per tutti i mercoledì di giugno e luglio dalle ore 21. 
Abbiamo in programma tante sorprese!
Come consuetudine da un paio d'anni presenteremo libri e discuteremo con gli autori....in strada, davanti alla libreria!
Vi aspettiamo!





martedì 6 giugno 2017

La vegetariana di Han Kang


Come si poteva prevedere la discussione del gruppo di lettura sul romanzo "La vegetariana" che si è svolta sabato 28 giugno, è stata piuttosto accesa e ha solllevato molteplici temi e pareri non sempre allineati.
Gl interventi che hanno dato il via alla discussione hanno manifestato un giudizio negativo su un romanzo collocato in un ambiente troppo distante, fisicamente e culturalmente, da quello in cui viviamo. La lettura ha suscitato emozioni negative, suscitate dalla violenza subita dalla protagonista, dalla sua passività, dall'impossibilità di vivere un momento di relazione.
Di certo sono sensazioni che pervadono il romanzo e ci parlano di un'esistenza sofferta e sofferente, ma attraverso poche e sintetiche immagini rivelano un mondo e una vita segnata da esperienze indelebili.
Il titolo - secondo alcuni non troppo calzante - si riferisce alla scelta che la protagonista manifesta di non volere più assumere cibi animali. Il rifiuto del cibo non si esaurisce qui: la giovane donna a poco a poco rifugge tutto ciò che si manifesta come umano, carnale, animale per rifugiarsi - e lo capiremo solo proseguendo nella lettura, in un suo mondo immaginario e immaginato che appartiene al regno vegetale, fatto di luce, acqua e purezza. Ma questa fuga dal mondo della carne è una fuga dalla vita o una trasformazione?
A questa domanda i presenti hanno dato risposte differenti. Secondo alcuni la sua anoressia schizofrenica è una vera e proprio manifestazione patologica, per altri una presa di coscienza, una scelta di non appartenere a un mondo che la disgusta, così come la disgusta la carne. Un mondo fatto di uomini violenti e insignificanti, comunque inetti e di donne sottomesse e incapaci di prendere in mano la propria vita. All'estremo opposto questa scelta è stata vista come l'inizio di un percorso di autodistruzione e graduale rinuncia alla vita.
Peraltro è necessario tenere in considerazione il fatto che l'autrice e il suo scritto sono parte del mondo e della società orientali, pervasi da retaggi spirituali diversi da quelli ai quali siamo più abituati noi lettori occidentali. Gli atteggiamenti di estraniazione, fuga, nichilismo, sono verosimilmente legati a un'eredità culturale che considera metamorfosi e rinascita momenti diversi ma altrettanto veri del nostro passaggio sulla terra.
Per quanto concerne l'atteggiamento dei familiari, delle persone vicine e della società in generale nei confronti di questa donna e del suo rifiuto di vivere la condizione umana sono emerse molteplici osservazioni.
Comune il giudizio sugli uomini, padre, marito e cognato: sono tutti falliti e perdenti nel loro atteggiamento egoista. Anaffettivo e inetto il marito, violento e prepotente il padre, irrisolto e mediocre il cognato artista. Nessuno di loro, nemmeno per un istante, si chiede il perchè del turbamento della donna o tantomeno prova a fare qualcosa per lei. Si preoccupano delle apparenze e del giudizio della società i primi due, mentre il cognato coglie l'occasione per tentare la realizzazione del suo sogno erotico/artistico, senza peraltro riuscirci.
Secondo alcuni il rapporto tra questi uomini e la protagonista è solo una storia di abuso ed è proprio questo l'elemento che scatena la "follia" di Yeong-hie, il suo rifiuto nei confronti della vita.
La società non si prende cura di lei: la malattia o comunque il disagio psichico non è ammesso. Il ricovero coatto, reso inevitabile dalla condizioni fisiche della donna, è solo l'anticamera della fine. La società non può (o forse non vuole?) fare nulla per lei.
Un atteggiamento più umano e un tentativo di comprensione viene dalla sorella, che intuisce quanto poco possa bastare per uscire dalle convenzioni sociali, dalla cosiddetta normalità, da un equilibrio fasullo per lasciarsi andare alle pulsioni più profonde e abbandonarsi alla fine. Lei stessa accarezza l'idea che solo l'epilogo finale di questa storia possa restituire a Yeong-Hie la pace e la dignità.
La dignità di una buona morte è stato anche l'ultimo commento che il tempo dell'incontro ci ha permesso di esprimere.

Ringraziamo tutti i partecipanti al gruppo di lettura e alla discussione. Per la fiducia con cui hanno accolto le proposte di lettura della libreria e per la disponibilità con cui hanno espresso le loro opinioni e i loro commenti su temi assolutamente profondi e difficili.
Saremo liete di aggiungere a questo testo eventuali precisazioni o opinioni che ci siano sfuggite.
Il gruppo si riunirà sabato 24 giugno per parlare de: Il libro di mio padre di Urs Widner - Keller editore


mercoledì 31 maggio 2017

Consigli di inizio estate


in vista del prossimo lungo week end vi suggeriamo alcune tra le più interessanti
letture del momento:

Il libro di mio padre di Urs Widmer - Keller editore
abbiamo scelto questo libro per il prossimo gruppo di lettura che si riunirà sabato 24 giugno

La più amata di Teresa Ciabatti - Mondadori
la vita difficile di una famiglia coinvolta nei torbidi intrighi degli anni sessanta

Il libro del mare - Morten A. Stroknes - Iperborea
O come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone sul vasto mare

Indian Creek di Pete Fromm - keller editore
un inverno da solo nelle montagne rocciose

La fine dei vandalismi di Tom Drury - NNeditore
il primo libro della trilogia di Grouse County

Umami di Laya Jufresa - Sur edizioni
a villa campanario si intrecciano destini diversi

L'ordine del tempo di Carlo Rovelli - Adelphi
lo scorrere del tempo, forse il più grande mistero della natura raccontato dall'autore de "Le sette brevi lezioni di fisica"

Confessioni audaci di un ballerino di liscio
di Paola Cereda - Baldini&Castoldi
Un ballerino di liscio ritrova le donne che ha amato al Sorriso Dancing Club

Mie amiche streghe di Silvia Bencivelli - Einaudi
essere felici è molto più divertente che essere perfette

La rete di protezione di Andrea Camilleri
l'ultimo attesissima storia del commissario Montalbano

Il nido Kenneth Oppel - Rizzoli
un bambino di 12 anni che riesce a trionfare sulle sue paure
Ne parleremo al gruppo di lettura per ragazzi che si riunirà in biblioteca sabato 24 giugno

Aperitivo in francese con insegnante madrelingua




 

Mercoledì' 7 giugno  ore 18
Discutons autour d'un verre
conversazione in francese con insegnante madrelingua
su prenotazione


Appunti di storia- guerra fredda dalla Corea al Vietnam


Mercoledì 7 giugno ore 21
ultimo appuntamento di questa stagione per gli appunti di storia 
Concluderemo il ciclo dedicato alla guerra fredda  parlando di Corea e Vietnam

serata a cura del professor Renato Salvalaggio - ingresso libero


sabato 27 maggio 2017

Gruppo di lettura: La vegetariana

Gruppo di lettura: Io non mi chiamo Miriam





Il secondo appuntamento del gruppo di lettura "Lettori in via Volta" è stato dedicato al romanzo Io non mi chiamo Miriam di Majgull Axelsson - Iperborea.
La protagonista Miriam svela ai suoi familiari che si chiama in verità Malika, lei è nata Rom. Per un caso, per istinto di sopravvivenza veste i panni di Miriam Goldberg, una ebrea che come lei ha vissuto l'esperienza dei campi di prigionia.
Miriam vive una vita che non è la sua e per di più non puo' dire la verità perchè i Rom non sono ben accolti in Svezia nel secondo dopo guerra, patria che la accoglierà dopo essere sopravvissuta all'olocausto.
La sua è una vita di menzogna, come può vivere da persona libera? 
Cosa potrà fare del suo futuro?
Un libro dal ritmo intenso e coinvolgente che crea empatia tra il lettore e la protagonista nonostante i salti tra passato e presente dove il confine tra verità e menzogna, tra umano e disumano, tra bene e male è davvero labile.
Malika/Miriam è la metafora della popolazione europea che per continuare a vivere ha dovuto diementicare per andare avanti.

mercoledì 17 maggio 2017

Uccellino fa

sabato 20 maggio ore 10
lettura e laboratorio per bambini dai 18 ai 36 mesi
a partire dal libro L' uccellino Fa - Babalibri
a cura dell'associazione Colapesce
su prenotazione entro giovedì 18 maggio

venerdì 5 maggio 2017

Maggio in libreria


Il mese di maggio si prospetta ricco di attività!
Ecco il calendario degli incontri e dei laboratori, ovviamente per qualsiasi informazione potete chiamarci, scriverci o passare in libreria!

venerdì 5 maggio ore 18
conversazione in lingua francese
 con insegnante madrelingua

su prenotazione

venerdì 5 maggio ore 21
appunti di storia
 a cura del professor Renato Salvalaggio
continua il ciclo di incontri dedicato alla guerra fredda: questo venerdì parleremo della sovietizzazione dell'Europa orientale
ingresso libero
sabato 6 maggio ore 14.30
la Gioconda con i baffi e altre storie dell’arte
seminario con Fausto Gilberti
per ragazzi e adulti
su prenotazione - abbiamo ancora qualche posto libero!!

sabato 13 maggio 2017 ore 10
animalario
laboratorio creativo per bambini dai 6 ai 10 anni a cura di Atelier Babel
animali fantastici prendono vita tra le pagine di un taccuino! I partecipanti saranno invitati a creare il proprio “bestiario” alternando le diverse matrici proposte; dopo una prima fase di stampa con il torchio, ci divertiremo a completare gli animali nati da questo gioco!
su prenotazione

giovedì 18 maggio ore 21
Letture ad alta voce a cura del circolo Laav
Tema della serta: la fuga
scegliete una pagina e venite a leggerla con noi!
ingresso libero

sabato 20 maggio ore 10
lettura e laboratorio per bambini dai 18 ai 36 mesi
a partire dal libro L' u
ccellino Fa - Babalibri
a cura dell'associazione Colapesce
su prenotazione


sabato 20 maggio ore 14.30 presso la  Biblioteca di Erba
incontro del gruppo di lettura "imbookati" per ragazzi delle medie.
parleremo del libro Smart di Kim Slater
ingresso libero

sabato 27 maggio 2017 ore 10
Crea il tuo ex libris
laboratorio creativo per adulti a cura di Atelier Babel
Previa introduzione della tecnica del linoleum, i partecipanti saranno condotti nella progettazione e creazione di un ex-libris: un timbro, un logo per marchiare i propri libri, lettere, disegni con un segno personale e unico.
su prenotazione

sabato 27 maggio ore 18
gruppo di lettura
i lettori in via Volta si incontrano per parlare del libro

La vegetariana di Han Kang - Adelphi
ingresso libero

domenica 30 aprile 2017

5 / Lires - Muxia 16km

Ultimi passi sulla costa della morte
Notte un po'affollata nella camerata dell'albergo ma tutto sommato tranquilla. Piove e tira un vento pazzesco. Ci avviamo verso le nove ben coperte e camminiamo per più di tre ore senza fermarci perché. .. fa troppo freddo. Eucalipti abeti mucche cani qualche asino.... il solito paesaggio bucolico e i soliti borghi di quattro case un pi'disordinate. Oggi nemmeno un trattore perché è domenica. Dopo tre ore zcdndiamo verso la costa. Il mare è impressionante: onde altissime e un blu gelido che ci entra nelle ossa. Arriviamo a Muxia dalla costa, accompagnate dal fragore dell'oceano.  Si gela e ci fermiamo in un baretto a Gere un caffè caldo. Poi cerchiamo un sito.  Fa così freddo che scegliamo una struttura privata. Effettivamente ne vale la pena.  L'ostello e moderno e accogliente. Troviamo un ragazzo italiano, una signora francese e altri pellegrini. Impieghiamo un bel po' a scaldarci e poi l'ospitalera ci invita a mangiare un piatto di zuppa di legumi bollente. Ci rimette a posto!  Qualche chiacchiera e usciamo a fare due passi. Arriviamo al porto. C'è il sole e tutto ha un altro aspetto. Muxia e un villaggio di pesca,  povero e semplice.  Di certo gode di un flusso turistico giornaliero ma... non in questa stagione.
Il santuario della Virgen de la barca è impressionante.  Si staglia sul mare ma oggi le onde sono così forti che non si riesce nemmeno a stare in piedi. Il mare ha una forza spaventosa.  Dopo la messa ci rintaniamo a cenare. L'ultima comida Galiziana con zamburinas, pulpo, Sarago a la plancha...
Siamo alla fine dell'avventura. 
Domani Santiago e poi casa








sabato 29 aprile 2017

4 / Finisterra - Lires 15 km + 5 al faro + 4 alla spiaggia + 1 sbagliato strada

La costa della morte
Sabato mattina tutto tace. Fino alle nove nessuno si muove. Anche all'ostello sono tutti più dormiglioni del solito. Colazione in un bar al porto mentre i pescatori accompagnano il caffè con il primo grappino del giorno. Per non perdere il ritmo andiamo al faro.  Bellissimo percorso lungo la scogliera.  Il mare ha un colore fantastico e il tempo è ancora bello. Fortunatamente non sono ancora arrivati i bus delle gite turistiche. Il promontorio si allunga verso l'oceano, nel mare infinito.  E' molto suggestivo.  Torniamo al paese e riprendiamo il cammino. Finisterra è molto grande, solo  7000 abitanti ma le casette dei pescatori,  povere e disordinate,  sono disseminate su un territorio molto ampio. Lasciamo il villaggio e chiediamo informazioni per il cammino lungo la costa. Due escursionisti ce lo sconsigliano: faticoso e pericoloso per gli strapiombo sul mare. Pecorriamo il cammino canonico, seguendo i cippi e le conchiglie e le frecce ma... riusciamo a sbagliare strada!  Qualche centinaio di metri nella foresta a destra,  poi a sinistra,  poi ancora a destra,  in giù e poi in su e finalmente ritroviamo la via. Accanto a noi l'oceano con degli scorci mozzafiato. Arriviamo finalmente a Lires e troviamo il nostro alloggio. Ci sono diverse persone, la camerata è piena. Quasi tutti americani.
Doccia e poi via... Vado a vedere la spiaggia. Il mare si incunea nella valle a formare una "ria" e la sabbia assume forme sinuose. Sulla riva centinaia di uccelli cercano i molluschi portati dalla marea.  Arriva un surfista con la sua tavola: guarda le onde e poi vi ripensa. Peccato!
Il mare è uno spettacolo.
E un altro spettacolo è la cena che ci regaliamo: navajas - sono dei molluschi tipici di queste zone, lunghi dieci cm a forma di tubicino. E poi la cazuela de pescado: una specie di spezzatino di merluzzo, vongole, gamberetti e tartufi di mare... e vino tinto! Ora... in branda!




venerdì 28 aprile 2017

3 / Olveiroa - Finisterre 35 km.

La fine del mondo
Riposate partiamo per l'ultima vera tappa del cammino. I pellegrini sulla via sono tanti e camminiamo sempre con qualcuno. Il percorso è magnifico. Dopo cinque chilometri l'ultimo baretto e poi un lungo sentiero tra ginestre e boschi di pini eucalipti, non alti come vicino a Santiago, perché qui il vento soffia fortissimo. Oggi però si sta bene. Vento si ma sopportabile. E poi... ad un tratto appare all'orizzonte l'oceano. Di un blu intenso,  freddo... camminiamo sul crinale per parecchi chilometri e poi scendiamo al primo paese sulla costa, CEE.  É un  paese duttile, sul mare. Ancora un paio di chilometri e arriviamo a Corcubion e ci fermiamo nell'unico, fantastico ristorante del paese. Ordiniamo tartufi di mare alla marinara. Spettacolosi! Con una percentuale di aglio eagerata... pranzi da re, altro che pellegrine per laura anche il flan fatto in casa. 
Ripartire é un po' faticoso ma presto incontriamo un simpatico signore del posti che ci indica la via attesa verso il villaggio di Sardineiro. Poche centinaia di metri e  una spiaggia da urli!  Non possiamo fare a meno di scendere e mettere i piedi nell'acqua. Ci fermiamo una mezz'ora al sole.  Non di più perché temiamo di non trovare posto all'ostello municipale.  Infatti arriviamo e troviamo gli ultimi due letti in camerata.  Abbandono l'idea di vedere il tramonto al faro - Laura l'aveva scartata in principio - e gironzoliamo un po' finché ci imbuchiamo in un ristorantino con vista sul porto e come sempre ci strafoghiamo di pulpo, calamari e pimiento.




giovedì 27 aprile 2017

2 / Negreira - Oliveroa 33.5 km

Se ieri é stato il giorno dei fiori oggi è stato il vento a farla da padrone. Siamo partite alle 8 di buon passo e per un paio d'ore non ci sono stati problemi. Bosco stupendi, profumo di eucalipto, sentiero lievemente in salita ma gradevole.  Ma arrivate al primo passo, l'Alto de Pena, é cambiato tutto. Un vento gelido, da nordest, ci ha accompagnato per tutto il cammino. Maglia di lana, gilet di pile e giacca a vento...Tra le montagne non avevamo indossato tutte queste cose ma oggi si. Il paesaggio è meraviglioso: i boschi si diradano, a causa appunto del vento che da queste parti probabilmente soffia sempre e si alternano a grandi appezzamenti di terra in parte coltivati a patate e in gran parte lasciati a fieno. Lasciati??? Qui tagliano il fieno diverse volte all'anno e ogni volta concimare abbondantemente il terreno. Il concime non manca di certo! Oggi mentre camminavano a abbiamo visto fortunatamente per tempo un trattore che spargeva letame sul campo e non solo. Non li ho contati ma oggi abbiamo incrociato una cinquantina di trattori. Indaffaratissimi con letame fieno paglia e... chissà.  Abbiamo visto da lontano un grandissimo lago e sui crinali ancora decine e decine di pale eoliche. E tanti pellegrini, improvvisamente si sono materializzati una cinquantina di persone che alloggiano nel villaggio di Oliveroa. L'albergue municipal é molto particolare: un gruppo di antiche case in pietra e stato ristrutturato e adibito a ostello. Ci sono casette che alloggiano, camerata,  una dedicata ai disabili, un'altra è il ricovero per le biciclette e un'altra ancora la cucina. Una buona proposta per recuperare l'antico piuttosto che costruire nuovi edifici.
Stasera cena vegetariana ma... esagerata.  E poi il meritato sonno








mercoledì 26 aprile 2017

1 / Santiago - Negreira 21 km

Mattina di riflessione a Santiago. Alle 10 meditazione con don Fabio, il cappellano che in cattedrale si occupa dei pellegrini italiani. Lo avevamo già conosciuto quattro anni fa: una persona speciale,  dinamica, vera. E pure simpatico: romano, ha la stessa mimica di Carlo Verdone.
Ci ha regalato un momento molto intenso che ci accompagnerà spero per parecchio tempo. 
In cattedrale era in corso una cerimonia importante nel corso della quale è stato celebrato il famoso rito del botafumeiro, un enorme turibolo che viene fatto volare da una parte all'altra della crociera. E un grande show ma fa parte della tradizione.  
Al termine della messa abbiamo visitato la tomba dell'apostolo sotto l'altare.
La città è bellissima. Non solo le piazze e le strade accanto alla cattedrale. Anche le vie più periferiche.
Ci dirigiamo verso est per avviarci sul cammino di finisterre. Elena ci accompagna fino a un'altura dalla quale si vede un magnifico scorcio della città e della cattedrale. Ci salutiamo. Dispiace a noi e ancor più a lei, che rientra per motivi di lavoro. 
Il nuovo cammino é gradevole. Vie sterrate, boschi di eucalipti dal profumo balsamico che oscillano pericolosamente nel vento, piccoli villaggi con orti ben curati e fiori dai colori vivaci. Passiamo anche da un villaggio, Ponte Maceira,  con un bellissimo ponte medievale lungo 150 metri.
Il tema della giornata é il vento, forte e insistente, spesso di direzione contraria alla nostra.  Però rende piacevole il cammino e ci risparmia la calura. Tra l'altro anche oggi affrontiamo una bella salita di circa trecento metri. Pochi i chilometri,  ma siamo partite alla una e mezza. Perciò con un paio di soste per dissetarci arriviamo all'ostello alle sette di sera.  Doccia bucato cena e la giornata è finita! Ma fa un tal freddo fuori che non ci viene neanche in mente di uscire!
Il paese in cui ci troviamo, Negreira, é il solito  paese agricolo senza particolari bellezze. Domattina vedremo cosa ci siamo perse!















martedì 25 aprile 2017

10 / Salceda - Santiago de Compostela 30 km

La meta é vicina. Ma la meta è il cammino. ..
Mancano pochi chilometri a Santiago. Forse troppo pochi. Il Camino primitivo é quasi finito. É stato molto bello ma troppo breve. Il tempo che il cammino ci regala e il bene più prezioso del quale possiamo disporre per pensare, camminare e meditare staccandoci dalla vita di tutti i giorni. 
Partiamo presto, alle sette. Per la prima volta il cielo e nuvoloso.  Il passo è spedito e maciniamo i chilometri che ci separano da Santiago di buona lena.  Per me è la terza volta, per Laura la quarta.  Riconosciamo curve e salite,  villaggi e piccole aree di sosta.  Dopo venti chilometri ci fermiamo a riposare.  Siamo nel quartiere di San Marco ed é la festa del paese. Anche i bar sono chiusi. Ci danno degli snack da mangiare e un misero toast.  Necessario per ripartire e arrivare lentamente alla Plaza de Obradoiro.  Alle 3 siamo davanti alla cattedrale,  sedute in mezzo alla piazza.  Un po' di commozione per Elena, al primo cammino, e la consueta gioia per me è per Laura,  che siamo veterane del cammino.
Decidiamo di sistemarci al Seminario  Major proprio accanto alla cattedrale.  La camera è una cella spoglia ma si vedono le guglie della chiesa di Santiago. Un alloggio adeguato al luogo in cui ci troviamo. 
Elena decide definitivamente di lasciarci. É preoccupata per il lavoro e non se la sente di rientrare il 2 di maggio. Andiamo all'ufficio del pellegrino a ritirare la Compostella: quasi un'ora di coda e all'uscita piove pure. Chiediamo informazioni per il cammino di Finisterre.  Sembra meraviglioso.  
Torniamo al seminario e ci prepariamo all'abbuffata serale.  In fondo ce lo siamo meritate e Santiago é una delle città al mondo dove si mangia meglio!
Aperitivo alla taberna do vispo con una serie di tapas da paura: gamberi fritti, granchio,  peperoni e acciughe, tortilla e vino tinto... a volte è bello lasciarsi andare. Dall'aperitivo passiamo alla cena in un piccolo ristorante molto spartano  dove mangiamo granchio, pulpo e calamari. Una cena da re. Tanto vino e tanto sonno. Laura e Elena si ritirano stravolte. Domani sarà il momento della riflessione.  Meditazione, Messa del pellegrino e... si riparte per fisterra.












lunedì 24 aprile 2017

9 / Sombrado do Monxes - Salceda 32 km

Dalla solitudine del primitivo alla "folla" del cammino francese.
Notte tutto sommato tranquilla, a parte qualche incubo causato forse dall'atmosfera un po' stregata del luogo. Eravamo un po' stretti, in 12 in una stanza di 6 metri per 4. Comunque nessuno russava.  Anche la signora spagnola che pareva tisica nella notte ha dato solo tre o quattro colpi di tosse. 
Partenza dopo le otto con calma. Il cammino segue in un primo tempo una piccola strada asfaltata. Ma non c'è nessuno in giro. Come sempre. Alle 11 fa già molto caldo.  Una prima sosta per dissetarci in un bar dove incontriamo due spagnoli visti ieri. Riprendiamo e a passo molto tranquillo raggiungiamo Arzua, la cittadina dove si incrocia il camino frances. Appena arrivate sulla piazza davanti a noi si materializzano pellegrini di ogni provenienza. Tanti zaini, molti piccoli, segno che lo zaino grande lo porta il servizio di Transporte de mochilla. Pranzo nella piazza del paese e si riparte, attraverso campagne coltivate e campi con bovini al pascolo. Ritroviamo alcuni luoghi che ricordavano dal cammino di quattro anni fa e sorridiamo alla vista di comitive di turogrinos che ogni cinque minuti di fermano esausti. Su un viottolo ci supera un gruppo di pellegrini portoghesi in mountain bike.
Li facciamo passare ma tempo dieci minuti li raggiungiamo di nuovo. Ovviamente ci superano ancora sollevando una nuvola di polvere. Non ci stupiamo affatto... sono dinamiche che abbiamo già visto. E poi oggi tanti trattori, enormi, uno guidato da una bella signora bionda! E un'altra signora bionda con il falcetto tagliava il prato davanti al bar...
Arriviamo a Salceda, poco prima di Arca, e troviamo un piccolo albergue privato nuovo, pulito e molto bello. Ottima scelta.  In camerata siamo solo noi tre. Ci aspetta una notte di meritato riposo in vista dell'arrivo a Santiago.










8 / Friol - Sombrado dos Monxes 25 km

Dal primitivo al camino del norte 
Freddo anche oggi alla partenza dopo la colazione. Riposate dalla notte in pensione con tanto di lenzuola e asciugamani siamo partite di buona lena.  Bello il parco cittadino lungo il fiume e poi ancora campi coltivati e mucche e bellissime stradine tra un campo e l'altro fiancheggiate da alberi e arbusti.  Le chiamano correidoras. Le frecce verdi ci indicano la direzione senza mai tradirci. Ottima giornata per camminare.  Arriviamo prima del previsto alla meta intermedia, Meson, il villaggio in cui il nostro cammino confluisce nel cammino del nord. Sosta al bar e subito incontriamo un pellegrino altoatesino e due spagnoli. Forse sull'altra via qualcuno in più c'è.  Ripartiamo incerte sulla meta. È ancora presto ma a Sombrado decidiamo di fermarci. Il monastero dei monaci cistercensi é una costruzione grandiosa e affascinante. Risale al XI secolo ed è parzialmente abbandonata. Ma i chiostri sono perfettamente restaurati e il primo, il chiostro dei pellegrini e ancora riservato ai viandanti sulla via di santiago. Ci accoglie un anziano monaco molto gentile. Camera piuttosto affollata ma bella e servizi  modernissimi in pietra e cemento a vista. 
Alle 18 concerto del coro del conservatorio di santiago nella enorme chiesa spoglia.  Uno spettacolo molto affascinante.  E alle 19 i vespri in cappella con una quindicina di monaci
 Poi cena in compagnia di un gruppetto di pellegrini tedeschi. Alle 22 portone serrato e tutti in branda