venerdì 5 ottobre 2018

Le assaggiatrici di Rosella Postorino



Le assaggiatrici
Rosella Postorino
Il libro scelto per il gruppo di lettura di settembre ha conciso fortuitamente con il titolo vincitore del Premio Campiello 2018. Si tratta infatti di una lettura intensa, molto interessante e coinvolgente.
La vicenda si ispira alla storia vera di una delle "assaggiatrici" di Hitler, un gruppo di donne arruolato con il preciso compito di testare le pietanze del Fuhrer durante la sua permanenza nella "Tana del Lupo". L'autrice si è documentata sulla vicenda e ha tessuto la trama di un romanzo che mette in luce numerose interessanti tematiche.
Il rito quotidiano della mensa è descritto quasi come una liturgia religiosa: le donne siedono composte, in assoluto silenzio, con la presenza occulta e intangibile di Hitler, il dio onnipotente della nazione. Tra loro non si costruisce alcun tipo di relazione: non c'è condivisione, non c'è compassione, non c'è amicizia. In una situazione così orribile e dolorosa prevale su tutto il sentimento di sopravvivenza. Si cerca di sopravvivere al cibo che potrebbe essere avvelenato, all'atteggiamento strafottente e minaccioso delle SS, al dolore per la perdita o l'assenza dei propri cari. Null'altro conta se non la vita, appesa a un filo sottilissimo.
In un'atmosfera così pesante e precaria tutto è accettabile e giustificabile: la guerra non permette di scegliere il proprio comportamento, ma obbliga tutti ad accettare dei compromessi. Persino il mestiere di assaggiatrice diventa giorno dopo giorno "normale", in una quotidianità nella quale anche lo straordinario diventa ordinario.
E' così anche per la passione incontenibile tra Rosa e Ziegler: umiliata e annientata nella sua fisicità la donna si riappropria del proprio corpo e accoglie l'amante per sentirsi viva e desiderata.
Tutto il libro è permeato dal senso di colpa della protagonista: per l'accettazione di un ruolo che non le appartiene e che in un certo senso la distingue dal resto della gente di campagna, il senso di colpa nei confronti del marito e dei suoceri che la ospitano a causa della relazione clandestina con il comandante nazista e del padre al quale forse vorrebbe somigliare ma non riesce. 
Non è tempo da eroi ma è tempo di lotta quotidiana per la vita.
In questa dimensione non è possibile approfondire le relazioni, i sentimenti di amicizia e di amore. Sembra che Rosa si muova al di là di un vetro appannato che le impedisce di apparire e agire in trasparenza e profondità. Il vetro è una sorta di muro di incomunicabilità fra lei e tutte le persone che incontra e con le quali non instaura alcun rapporto. Ma, ancora una volta, è l'orrore della guerra che impedisce ai sentimenti di sbocciare ed emergere.
Si può imputare all'autrice una certa leggerezza nel descrivere alcuni fatti storici, non sempre precisi e spesso stereotipati. Ma non crediamo che la Postorino abbia voluto accanirsi contro la Germania nazista e i crimini commessi dalla sua gente; piuttosto ha voluto raccontare una storia di perdenti, di persone mediocri, rese ancora più meschine dall'orrore del tempo.

Il libro scelto per il mese di ottobre è Donne che parlano di Miriam Toews, Marcos Y Marcos.
Il gruppo si riunirà sabato 27 ottobre alle 17.45.










































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































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