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venerdì 28 aprile 2017

3 / Olveiroa - Finisterre 35 km.

La fine del mondo
Riposate partiamo per l'ultima vera tappa del cammino. I pellegrini sulla via sono tanti e camminiamo sempre con qualcuno. Il percorso è magnifico. Dopo cinque chilometri l'ultimo baretto e poi un lungo sentiero tra ginestre e boschi di pini eucalipti, non alti come vicino a Santiago, perché qui il vento soffia fortissimo. Oggi però si sta bene. Vento si ma sopportabile. E poi... ad un tratto appare all'orizzonte l'oceano. Di un blu intenso,  freddo... camminiamo sul crinale per parecchi chilometri e poi scendiamo al primo paese sulla costa, CEE.  É un  paese duttile, sul mare. Ancora un paio di chilometri e arriviamo a Corcubion e ci fermiamo nell'unico, fantastico ristorante del paese. Ordiniamo tartufi di mare alla marinara. Spettacolosi! Con una percentuale di aglio eagerata... pranzi da re, altro che pellegrine per laura anche il flan fatto in casa. 
Ripartire é un po' faticoso ma presto incontriamo un simpatico signore del posti che ci indica la via attesa verso il villaggio di Sardineiro. Poche centinaia di metri e  una spiaggia da urli!  Non possiamo fare a meno di scendere e mettere i piedi nell'acqua. Ci fermiamo una mezz'ora al sole.  Non di più perché temiamo di non trovare posto all'ostello municipale.  Infatti arriviamo e troviamo gli ultimi due letti in camerata.  Abbandono l'idea di vedere il tramonto al faro - Laura l'aveva scartata in principio - e gironzoliamo un po' finché ci imbuchiamo in un ristorantino con vista sul porto e come sempre ci strafoghiamo di pulpo, calamari e pimiento.




giovedì 27 aprile 2017

2 / Negreira - Oliveroa 33.5 km

Se ieri é stato il giorno dei fiori oggi è stato il vento a farla da padrone. Siamo partite alle 8 di buon passo e per un paio d'ore non ci sono stati problemi. Bosco stupendi, profumo di eucalipto, sentiero lievemente in salita ma gradevole.  Ma arrivate al primo passo, l'Alto de Pena, é cambiato tutto. Un vento gelido, da nordest, ci ha accompagnato per tutto il cammino. Maglia di lana, gilet di pile e giacca a vento...Tra le montagne non avevamo indossato tutte queste cose ma oggi si. Il paesaggio è meraviglioso: i boschi si diradano, a causa appunto del vento che da queste parti probabilmente soffia sempre e si alternano a grandi appezzamenti di terra in parte coltivati a patate e in gran parte lasciati a fieno. Lasciati??? Qui tagliano il fieno diverse volte all'anno e ogni volta concimare abbondantemente il terreno. Il concime non manca di certo! Oggi mentre camminavano a abbiamo visto fortunatamente per tempo un trattore che spargeva letame sul campo e non solo. Non li ho contati ma oggi abbiamo incrociato una cinquantina di trattori. Indaffaratissimi con letame fieno paglia e... chissà.  Abbiamo visto da lontano un grandissimo lago e sui crinali ancora decine e decine di pale eoliche. E tanti pellegrini, improvvisamente si sono materializzati una cinquantina di persone che alloggiano nel villaggio di Oliveroa. L'albergue municipal é molto particolare: un gruppo di antiche case in pietra e stato ristrutturato e adibito a ostello. Ci sono casette che alloggiano, camerata,  una dedicata ai disabili, un'altra è il ricovero per le biciclette e un'altra ancora la cucina. Una buona proposta per recuperare l'antico piuttosto che costruire nuovi edifici.
Stasera cena vegetariana ma... esagerata.  E poi il meritato sonno